Quali sono le peggiori stagioni del Milan degli ultimi 40 anni in Serie A: la top 10 dei piazzamenti più negativi dei rossoneri

La stagione 2024-2025 rischia di diventare una delle peggiori di sempre (per piazzamento in Serie A) della storia del club rossonero. Un fallimento ampiamente prevedibile considerando che le scelte fatte da Furlani, Ibrahimovic, Moncada e Cardinale dell’estate scorsa erano palesemente sbagliate. Era chiaro a chiunque, tranne ai dirigenti. In campo poi è tutto una conseguenza: il rendimento dei rossoneri rispecchia perfettamente il momento storico del club, che è caduto in una profonda crisi dalla quale non sarà così semplice rialzarsi.
Maldini e Massara erano riusciti a riportare faticosamente il Milan in alto dopo gli anni difficili fra ultimo e post Berlusconi; l’attuale proprietà e dirigenza ha fatto crollare tutto, e con consapevolezza. Una stagione così brutta, e che rischia di portare il Milan fuori dall’Europa, non si vedeva da tanto tempo: è il manifesto del fallimento targato RedBird. Ma quali sono state le peggiori stagioni del Milan in Serie A degli ultimi 40 anni? Scopriamo insieme i piazzamenti più bassi in classifica del club rossonero.
2000-2001: la fine di un piccolo ciclo

Prendendo in considerazione le classifiche finali dei campionati degli ultimi 40 anni, il Milan è finito fuori dalle prime cinque undici volte. Partendo dalle meno peggiori, nella stagione 2000/20001 i rossoneri hanno chiuso al sesto posto: chiuse la stagione da allenatore Mauro Tassotti dopo l’esonero di Alberto Zaccheroni (che aveva vinto il titolo due anni prima).
2016-2017: il ritorno in Europa

Per ritrovare il Milan chiudere la Serie A al sesto posto bisogne andare avanti di 15 anni: erano gli ultimi sussulti di Galliani e Berlusconi poco prima di una rivoluzione anche societaria. Vincenzo Montella, con una squadra con grossi limiti dal punto di vista tecnico, riuscì a riportare il Milan in Europa League dopo anni di assenza in contesti internazionali. L’immagine di Montella portato a trionfo dai giocatori è uno dei simboli di quella che i tifosi chiamano la Banter Era.
2017-2018: il fallimento cinese

Era aprile 2017 quando il Milan passò nelle mani dello sconosciuto Yonghong Lì, scelto accuratamente da Berlusconi per la cessione del club dopo 30 anni. L’imprenditore cinese si presentò in grande stile: società in mano a Fassone e Mirabelli e un mercato stellare da 200 milioni. L’entusiasmo però durò pochissimo: Montella esonerato dopo poche partite, Gattuso al suo posto e un deludentissimo sesto posto in classifica finale.
2019-2020: un nuovo inizio

Yonghong Lì non c’era più, il club era nelle mani di Elliott e, dopo l’addio di Leonardo, la gestione sportiva era stata affidata a Maldini, Boban e Massara. Si scelse di puntare su Giampaolo per poi esonerarlo dopo sei partite: al suo posto Pioli, accolto con grande scetticismo ma in realtà fu l’inizio di un ciclo che si rivelò vincente negli anni successivi. In quella stagione, storica per lo stop causato dal Covid e le partite in estate, il Milan arrivò sesto ma mise le basi per l’ottimo futuro.
1985-1986: l’alba di una nuova era

Nel mese di marzo del 1986 iniziò l’era Silvio Berlusconi e il Milan chiuse quella stagione, con Liedholm in panchina, al settimo posto in classifica. Da quelle ceneri iniziò la rivoluzione del nuova proprietà con Galliani e Braida a gestire l’area sportiva: da quel momento è cambiata la storia del club.
2015-2016: un tentativo a vuoto

Si può considerare l’ultimo tentativo di Silvio Berlusconi e di Adriano Galliani di rialzare la testa in un periodo molto complicato. L’arrivo di Mihajlovic al posto di Filippo Inzaghi, un mercato di alto profilo con ottimi innesti (Luiz Adriano, Bacca, Romagnoli, Bertolacci, Balotelli) per riportare in alto il Milan. Anche stavolta, però, si concluse con un nulla di fatto: a nulla servì anche l’esonero di Mihajlovic in favore di Brocchi. Settimo posto finale.
2013-2014: l’inizio della fine

Lo Scudetto del 2011 è l’ultimo successo importante dell’era Silvio Berlusconi. Negli anni successivi le prime difficoltà, fino ad arrivare alla stagione 2013-2014 in cui la squadra non si qualifica per la Champions League. Finisce l’era Allegri, esonerato a gennaio, e inizia una lunga serie di tentativi falliti in panchina. Seedorf è il primo: appena ritirato dal calcio giocato, Berlusconi lo vuole come allenatore. I risultati sono anche buoni, ma la classifica finale dice ottavo posto.
2014-2015: esperimento fallito

La stagione 2014-2015 coincide con l’inizio della carriera da allenatore in Serie A di Filippo Inzaghi. Reduce da un ottimo lavoro con la Primavera (con tanto di vittoria del Viareggio), Berlusconi e Galliani, seguendo la moda lanciata dal Barcellona con Guardiola, decide di affidare a lui una squadra che, in termini tecnici, ha poco a che fare con l’era Berlusconi. Risultato? Decimo posto in classifica, uno dei peggiori risultati in Serie A della storia del club.
1997-1998: ancora in crisi

Fabio Capello torna al Milan dopo aver vinto il campionato con il Real Madrid e Paolo Maldini è il nuovo capitano dopo il ritiro di Baresi. C’è aria di un nuovo inizio ma invece è il secondo anno di fila di crisi dopo quella precedente: 10 posto in classifica.
1996-1997: la stagione peggiore

La stagione peggiore in assoluto del Milan negli ultimi 40 anni è la 1996-1997. Finita l’era Capello, che va al Real Madrid, i rossoneri scelgono di ripartire da Tabarez. Che però dura undici giornate: al suo posto torna Sacchi, che si è appena dimesso da ct dell’Italia, che però non riesce ad impattare. Il piazzamento finale è undicesimo posto: è il peggior risultato in Serie A dell’era Berlusconi.