Come giocherebbe il Milan di Cesc Fabregas: con lo spagnolo non bisognerebbe ripetere lo stesso errore fatto con Fonseca

Sergio Conceicao ha ancora qualche possibilità di conferma: tutto passa dal quarto posto in classifica e dalla Coppa Italia, ma raggiungere questi due obiettivi potrebbe non bastare. Il Milan, dopo una stagione disastrosa con tutte le scelte sbagliate, ha in mente una ricostruzione. Che passa anche dall’arrivo di un direttore sportivo, figura che manca dall’addio di Frederic Massara e assolutamente necessaria per un progetto tecnico serio e di alto livello. La scelta è nelle mani di Giorgio Furlani e in pole c’è Fabio Paratici, l’ex Juventus in cerca di rivincita dopo la squalifica per il caso plusvalenze.
Con un nuovo direttore sportivo, che ci auguriamo possa essere d’impatto nelle scelte, si prevede anche l’arrivo di un nuovo allenatore, così da ripartire da zero con un nuovo corso. Dopo che per settimane si è parlato di Massimiliano Allegri, da qualche giorno ha preso quota il nome di Cesc Fabregas: lo spagnolo sta facendo un grande lavoro al Como e sembra pronto per fare il salto in una big. Ma come giocherebbe il Milan con Fabregas allenatore? Chi resterebbe e chi andrebbe sostituito?
Il Milan di Fabregas, come giocherebbe: chi resta e chi va via
Partiamo da una importante premessa: Fabregas è un allenatore che merita l’attenzione di un club come il Milan ma è necessario, se non addirittura indispensabile, evitare lo stesso errore fatto l’estate scorsa con Paulo Fonseca. Scegliere l’allenatore non basta: bisogna sostenerlo e supportarlo con un mercato concordato, con acquisti (e cessioni) che siano in linea con la sua idea di calcio.

L’estate scorsa il Milan è passato da Pioli a Fonseca, e cioè dal sole alla luna, confermando gran parte della rosa costruita per l’allenatore precedente: è vero che gli allenatori a volte possono fare miracoli, ma fino ad un certo punto. E le idee di Fabregas, tra l’altro, non sono così distanti da quelle di Fonseca: l’idea di un calcio posizionale, forse un po’ meno dogmatico, è molto forte anche nello spagnolo. Inevitabile per uno nato e cresciuto al Barcellona, la casa del calcio posizionale, e nella nazionale spagnola.
Il suo calcio richiede qualità, fin dai difensori centrali, per una costruzione pulita e ragionata: Malick Thiaw e Matteo Gabbia sono gli unici difensori attualmente in rosa con queste caratteristiche. Kyle Walker da terzino è perfetto (figlio di Pep Guardiola, abituato a questo tipo di calcio).
Senza ombra di dubbio, il Milan ha bisogno di un centrale di spessore, di qualità e di esperienza. E che sia soprattutto abile palla al piede. Il Como utilizza spesso una struttura con 4 più 2 nella fase 1: il centrocampo a due, con Fofana e Reijnders, fra i migliori durante la gestione Fonseca, potrebbe essere una buona base, ma sarebbe ancora meglio con l’acquisto di Samuele Ricci al fianco del francese e con l’olandese qualche metro più avanti sulla linea degli attaccanti. Pulisic, Leao e Gimenez è il tridente dal quale ripartire.